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En tibi lector Robertum Valturium, ad illustrem heroa Sigismundum Pandulphum Malatestam Ariminensium regem, De re militari libris 12 multò emaculatius, ac picturis, quæ plurimæ in eo sunt, elegantioribus expressum, quàm cum Veronæ inter initia artis chalcographicæ anno 1483 inuulgaretur


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  Autore: Valturio Roberto

EditoreParisiis: apud Christianum Wechelum, sub insigni scuti Basiliensis, 1532 mense Iulio (Lutetiæ : apud Christianum Wechelum, 1532 mense Iulio)

CodiceANT2615

Periodo: XVI Secolo

Galleria foto: g+







Prezzo di vendita: 3.800,00 EUR 


Descrizione:

In-folio (32,8 cm) (12) 383 (1). Marca editoriale al frontespizio e al colophon: Albero su cui è appollaiato un uccello che ne respinge un altro in volo con motto: "Unicum arbustum non alit duos erithacos". Numerose xilografie nel testo. Piena pergamena. A cura di Paolo Ramusio il cui nome appare nella prefazione. Tagli spruzzati di rosso. Qualche foro da tarlo restaurato. Frontespizio restaurato. Fogli di guardia nuovi. Legatura postuma. Mortimer, French 16th cent., 2, 535. Roberto Valturio (Rimini, 10 febbraio 1405 – 30 agosto 1475) è stato uno storico italiano. Tra il 1446 e il 1455 compose la sua principale opera, il trattato "De re militari". Questo si componeva di una prefazione, con dedica a Sigismondo Pandolfo Malatesta. Dopo un elenco delle fonti classiche utilizzate e una premessa sulla storia dell'arte della guerra, tratta dei seguenti argomenti: libri I-V: qualità del condottiero e virtù di cui deve essere dotato (prudenza, fortezza, giustizia e temperanza), per ognuna della quale sono riportati esempi di stratagemmi e consigli; libri VI e VII: l'arte della guerra presso gli antichi Romani: dagli usi e credenze religiose nelle dichiarazioni di guerra e nella stipula delle alleanze o della pace, alle caratteristiche dei soldati e dei cavalli nell'esercito, alle qualità dei comandanti, alle manovre militari, agli accampamenti (scelta del luogo e organizzazione), alle truppe ausiliare e all'uso di esploratori e informatori e ai modi di assalto ad altri accampamenti; libri VIII-XII: lessici voci suddivise tra diversi argomenti: libro VIII: uffici pubblici (militari, civili e religiosi) e categorie di combattenti; libro IX: formazioni militari, momenti e usi del combattimento; libro X: insegne, gradi, vesti militari, armi difensive e offensive, macchine da guerra e artiglierie; libro XI: guerra navale: vari tipi di barche e materiali connessi; vi è compresa la trattazione dell'astrologia necessaria per la navigazione e la trattazione storica degli eserciti e flotte delle antichità e sulle più notevoli imprese; libro XII: trionfi e onorificenze militari. L'opera rappresenta una puntuale ricostruzione storica basata sulle fonti antiche allora conosciute, mentre manca ogni accenno all'evoluzione successiva dell'arte militare e le uniche figure medioevali a cui si accenna sono Artù e Carlo Magno. La nascente artiglieria viene trattata di sfuggita, rimandando per lo più a delle illustrazioni, forse di Matteo Pasti. Unica eccezione i doverosi riferimenti a Sigismondo Malatesta, che aveva promosso l'opera e la descrizione della Rocca Malatestiana e del Tempio malatestiano di Rimini. L'opera ebbe larga divulgazione: ne possedettero copie il re di Francia Luigi XI di Francia, il re d'Ungheria Mattia Corvino, il duca di Urbino Federico da Montefeltro e il signore di Firenze Lorenzo de' Medici. Diversi manoscritti, datati tra il 1462 e il 1470, provenivano dalla bottega, probabilmente riminense di un certo "Sigismondo di maestro Niccolò". Tra i manoscritti conservati diversi contengono appendici con lettere scritte all'autore o componimenti a lui dedicati. La prima versione a stampa si ebbe a Verona nel 1472 e una nuova edizione, accompagnata da una traduzione in volgare ad opera di Paolo Ramusio si ebbe ancora a Verona nel 1483. Da questa edizione derivarono quelle di Parigi (1532 e 1534, a cui seguì nel 1555 la versione in francese. (wikipedia)

 



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