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Poesie Sacre drammatiche di Apostolo Zeno istorico e poeta cesareo, cantante nella imperial cappella di Vienna.


foto
  Autore: Zeno Apostolo

EditoreIn Venezia: presso Cristoforo Zane, 1735

CodiceANT1407

Periodo: XVIII Secolo

Galleria foto: g+







Prezzo di vendita: 800,00 EUR 


Descrizione:

In-4 (20) 506 (2) (1) c. (di tav. incisa a piena pag.) al frontespizio vignetta calcografica, testatina e capolettera figurato alla dedica. Piena pergamena, caratteri dorati al dorso. Ex.libris Franz Pollack-Parnau. Collazionatoe completo. Prima edizione della raccolta (Sisara; Tobia; Naaman; Giuseppe; David; Le profezie evangeliche d'Isaia; Gioaz; Il Batista; Gionata; Nabot; Daniello; David umiliato; Sedecia; La Gerusalemme convertita; San Pietro in Cesarea; Gesu presentato nel tempio) dei maggiori drammi sacri dell'erudito veneziano considerato il il creatore dell'"Oratorio" moderno, cui diede unità d'azione, di tempo e di luogo. Apostolo Zeno (Venezia, 11 dicembre 1668; Venezia, 11 novembre 1750) è stato un poeta, librettista, giornalista e letterato italiano. Nobile veneziano, fu nel 1691 tra i fondatori dell'Accademia degli Animosi. Nel 1695 compone il primo libretto d'opera, Gl'inganni felici, che ottiene un grande successo rendendolo librettista alla moda. Dal 1705 collabora con Pietro Pariati, riservandosi le scene teatrali e lasciando al Pariati la composizione dei libretti. Iniziò l'attività di giornalista letterario nella Galleria di Minerva, assumendone poi anche funzioni direttive ma ne prese le distanze quando si rese conto di non essere riuscito a darle l'impronta desiderata, tanto che finì col definirla una scempiaggine. Nel 1710 insieme al fratello Pier Caterino Zeno, Scipione Maffei e Antonio Vallisneri fondò il Giornale de' letterati d'Italia, sostenendo che era necessario che gli italiani si facessero essi il loro giornale… palesando che il buon senso, la dottrina e l'ingegno non vennero mai tra noi e che ora più mai fioriscono e s’avvivano. Il trimestrale ebbe collaboratori di prestigio come Scipione Maffei, Antonio Vallisneri, Eustachio Manfredi, Ludovico Antonio Muratori, Giovanni Battista Morgagni, Giambattista Vico, Bernardino Ramazzini: mosso soprattutto dalla volontà di giovare agli studi italiani, ebbe un buon successo. Chiamato Apostolo Zeno all'incarico di poeta cesareo alla corte imperiale di Vienna, nel 1718, il fratello Pier Caterino ne assunse la direzione fino al 1732 e ne rese annuale la periodicità. A Vienna rimase fino al 1729, quando gli subentrò Pietro Metastasio. Tornato a Venezia, si dedicò soprattutto a opere di erudizione e alla numismatica. Compose 36 libretti d'opera d'argomento storico e mitologico, fra i quali Gli inganni felici, 1695, Faramondo, 1698, Lucio Vero, 1700, Merope, 1711, Alessandro Severo, 1716, Griselda, 1718, Teuzzone, 1719, Semiramide, 1725, e 17 azioni sacre per oratori. Fra le opere letterarie, le Dissertazioni vossiane sono delle aggiunte e correzioni al De historicis latinis del Voss, mentre furono pubblicate postume le sue Annotazioni alla Biblioteca della eloquenza italiana di Giusto Fontanini. Ampio è il suo Epistolario.

 



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